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ENEA: documento dei sindacati sulla correttezza delle relazioni sindacali

Dalla FLC CGIL una nota sul prossimo incontro convocato alle ore 16.30 con 12 punti all’ordine del giorno.

12/06/2017
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È un eufemismo affermare che le relazioni sindacali continuano ad essere considerate un intralcio in ENEA.

Dopo il presidio dei sindacati al MISE del 30 maggio, per richiedere prima di tutto lo sblocco del piano di fabbisogno ci si aspettava una rapida convocazione per riprendere (siamo già a metà 2017), quanto previsto dall’articolo 6 dell’accordo del 14 novembre 2016 “una valutazione congiunta delle possibili opzioni volte a consentire il mantenimento delle competenze  formate nell’ambito delle attività assicurate dai rapporti di lavoro flessibile”. 

Questo anche per valutare i riflessi sul piano di fabbisogno approvato dal CdA delle nuove disposizioni sul reclutamento previste dal nuovo provvedimento Madia, ora in G.U., i cui effetti (parliamo solo di quelli positivi) non sono per nulla da sottovalutare.

Anzi, considerato  il fatto che entrerà in vigore a gennaio del 2018, quindi a ridosso delle complesse procedure di reclutamento previste per il 2017,  vale la pena considerare gli aspetti che della Madia potrebbero facilitare non poco il percorso di assunzioni in ENEA, dando anche, in alcuni casi, un livello di garanzia migliore rispetto sia  alla semplificazione e ai costi delle procedure prevedibili, da un lato, che alle aspettative di una parte dei precari coinvolti,  dall’altro.

Non solo, ma ora è stato di recente pubblicato, in intranet ENEA, il piano triennale di attività elaborato dal CdA e inviato a marzo al MISE. Un documento importante che non  era stato consegnato alle organizzazioni sinacli, benché fosse proprio quello con cui veniva basato il suddetto piano di fabbisogno, oggetto delle ultime riunioni tecniche con le organizzazioni sindacali, poi sospese. 

Bene, da una prima lettura si evincono   scelte delineate dall’ENEA anche per il reclutamento, mai portate tuttavia in discussione nei tavoli tecnici che si sono svolti. Vi sono alcune positive conferme, per esempio, tra le priorità, la valutazione almeno degli Assegnisti Senior nei profili da mettere a bando, cosa che invece alcuni Responsabili smentiscono, alimentando così un clima di sfiducia e di scetticismo complessivo sulla tenuta e degli accordi sottoscritti.  

Ma apprendiamo anche che l’ENEA intende  operare per bandi con profili larghi e quindi semiconcorsoni, prefigurando, così, per una parte di TD,  eventualmente, solo un buon piazzamento nelle graduatorie utilizzabili nel 2018. Infatti si ipotizza per il 2018 il blocco di ogni concorso e il solo ricorso a scorrimenti! Quando, guarda caso, entra in vigore la Madia (che prevede, appunto, assunzioni prioritarie per i TD con almeno 3 anni di servizio  e riserva del 50% per gli assegnisti). Irragionevole da ogni punto di vista

Insomma avevano detto di aver escluso ogni possibilità di evoluzione di carriera per i dipendenti, fermi dal pluriennale blocco contrattuale (l’ENEA è l’unico ente di ricerca che blocca anche nel 2017 ogni possibile evoluzione professionale, anche quelle contrattualmente previste come quelle orizzontali a parità di livello e di costi), per far entrare tutti i 150 precari presenti, magari anche quelli che i Dipartimenti usano da anni in triangolazioni!

Va detto che abbiamo sempre ritenuto iniqua questa contrapposizione tra dipendenti precari e stabilizzati, ma ora scopriamo anche che non è così e vi saranno solo i soliti giochi dei responsabili di unità grazie a bandi con profili larghi che non assicurano molti precari ENEA.  Non rientreranno subito nemmeno tutti i TD e già girano criteri e nomi “sacrificabili” nel 2017. Poi, se non si faranno bandi, verrebbero esclusi nel 2018 gli assegnisti, che invece con la Madia avrebbero una concreta possibilità e si aprirebbe una concreta occasione per superare definitivamente questa iniqua forma di contratto. Cosicché tutto fa pensare che metà delle consistenti risorse impiegate e sottratte alle progressioni del personale,  non andranno per tutto il precariato come si era lasciato intendere.

Precariato, ricordiamo, che (a parte i 18 già individuati dalla vecchia riserva 125/2013 e i circa 28 che risulterebbero sottoinquadrati senza una nuova procedura concorsuale) nella situazione che si va configurando dovrebbe partecipare a procedure incerte, complesse e costose per l’ente, mentre dal 1 gennaio 2018 potrebbe essere stabilizzato senza ulteriore stress, esami da fare, trafile inevitabili, anche se poco dignitose, per “farsi ricordare” dai responsabili.     

Insomma ci si aspettava un clima di chiarezza e di approfondimento trasparente su  temi carichi di  molte attese.

Invece cosa abbiamo visto in queste ultime settimane? Che continuano gli incontri paralleli a quelli del tavolo ufficiale con le OO.SS!. Ci permettiamo di ricordare che le regole sindacali prevedono che” la delegazione di parte pubblica è costituita dal Presidente o suo delegato e dal Direttore Generale o suo delegato”.  Come si vede non c’è un “E”, c’è un “O”!

Il Presidente, che in ENEA ha inteso assumere anche il ruolo di Direttore Generale, ha nominato con procura, fatto che ha anche comunicato al personale, un proprio delegato per le relazioni sindacali. Da quel momento noi, secondo le regole, ci rapportiamo a quanto deciso.

Nessuno intende negare che il Presidente incontri e discuta con chicchessia, ci mancherebbe; ma non può essere che vi siano doppi tavoli di confronto, sia essi con sigle che con gruppi, sugli stessi argomenti, e si crei confusione (o contraddizione) con le soluzioni che sono in discussione al tavolo ufficiale. Se poi questo avviene in contestualità di iniziative sindacali pubbliche è evidente che si intende svalutare il ruolo delle organizzazioni sindacali.  Anche perché di quegli incontri semiclandestini si hanno resoconti che girano, veritieri del tutto o no, ma che comunque si soprappongono agli esiti del tavolo sindacale, quindi svalutato. Da qui il documento sulla correttezza delle relazioni inviato dalle organizzazioni sindacali (allegato).

Poi si continua ( devono aver fatto una task force apposita!), a cercare dei cavilli nell’ambito delle normative applicate nel CNR, che se peggiorative rispetto a quelle dell’ENEA .... che bella giustificazione per imporle anche in ENEA. Bene, diciamo noi, tuttavia guardiamo al CNR senza strabismo! Guardiamolo qualche volta anche per soluzioni migliorative rispetto a quelle dell’ENEA!

Esempi? Al CNR vi sono in proporzione la metà degli incarichi di quelli ENEA e tutti ottenuti con procedure trasparenti! Al CNR nel CdA vi è un rappresentante del personale e ogni Dipartimento ha un Consiglio scientifico; in ENEA due Dipartimenti su quattro non saranno rappresentati nel prossimo Consiglio Scientifico, che alla fine l’ENEA comunque è stata costretta a istituire dopo il decreto Madia 218/2016, giacché nella prima delibera fatta sul tema dal nuovo CdA, a maggio scorso, vi era scritto addirittura che il C.S. “non era ancora  maturo” all’ENEA, non specificando se i ricercatori che finanziano anche metà del bilancio dell’ente  sono “immaturi” oppure non è ancora maturo il tempo che si conoscano scientificamente le attività condotte dai Dipartimenti, a parte quelle che finiscono nel sito. Il meccanismo elettorale che si sceglierà, anche con tutta la buona volontà possibile, proprio per i vincoli previsti dallo Statuto, finirà per sancire questa penalizzazione di rappresentanza, un Verdinellum nostrano, dove la libertà di competere tra ricercatori è solo una facciata, perché quello che conta diverrà la  competizione tra dipartimenti, e tra questi quelli che si "disperderanno" li candidature libere e democratiche saranno esclusi. Che idea di democrazia e partecipazione! Cosa fare allora? Si è ancora in tempo di modificare le regole a monte!

Al CNR le indennità delle strutture di particolare rilievo sono pagate dal bilancio, all’ENEA si prendono le risorse per questi incarichi dal fondo dei lavoratori. Poi, il fondo dei lavoratori in tutti gli EPR non si fa carico del costo dei passaggi di livello concorsuali, invece in ENEA non ci si è voluti adeguare a questo dato togliendo risorse a ricercatori e tecnici. Vogliamo, poi,  parlare dell’indennità mensile dei tecnici? Al CNR è di 600 euro circa, all’ENEA di 200. Si potrebbe continuare su molti aspetti.  Da noi si fa una circolare per dire che se si supera  per disattenzione  il numero di permessi NON retribuiti si rischia il licenziamento! Ma se si fa una circolare in cui si afferma di fatto, violando il contratto, che i ricercatori non hanno un orario veramente autodeterminato giacché si sostiene che dovrebbero chiedere preventivamente un permesso per le uscite di attività di ricerca, è prevista una sollecita correzione che si attende da otto mesi da adeguarci al CNR?

Poi è arrivata una mega convocazione per il 12 giugno; con 12 punti all’OdG con riunione che inizia alle 16,30! Certo molti punti sono di informazione e non di contrattazione, ma questo non esclude che le organizzazioni sindacali possano esprimere un parere e soprattutto avere una informazione esaustiva. Si tratta chiaramente di una evidente svalutazione delle relazioni sindacali intese come intralcio. Non interessa né il parere delle organizzazioni sindacali né dare qualsiasi documentazione esaustiva e documentale. A questo punto ne potevano mettere anche altri venti di argomenti di informazione, visto che purtroppo per un vincolo residuale di norme progressiste l'ENEA deve comunque accennarle alle organizzazioni sindacali.

Il Comitato di Ente della FLC CGIL ha inviato una nota in proposito dell’incontro.

La convocazione

Codeste organizzazioni sindacali sono invitate a partecipare alla riunione che si terrà il giorno  12   giugno p.v. alle ore l6.30  presso  la Sede Legale-Sala Videoconferenze,  5°piano-con il seguente o.d.g.:

1. Informativa su:

  • Conto consuntivo;
  • Performance;
  • Piano triennale azioni positive 2017-20 l9;.
  • Elezioni Comitato Tecnico Scientifico;
  • Manutenzione  organizzativa;
  • Attribuzione fasce stipendiali superiori;
  • Applicazione art.1, comma 40, della Legge n.335/1995;
  • OIV;
  • Applicazione del Piano di fabbisogno del personale;

2. Bacheche  sindacali elettroniche;

3. Modalità di adesione scioperi;

4. Fondo per il salario accessorio 2016

La nota della FLC CGIL 

Oggetto: Convocazione sindacale prot. ENEA 29921 del 7 giugno 2017

Nella convocazione da voi trasmessa per il prossimo incontro sindacale  notiamo con stupore  che  l'Odg è formato da ben 9 sottopunti  relativi all’ informativa e da  altri 3 punti  di  o.d.g., tutti argomenti di notevole importanza.

Tutto questo verrà discusso in un incontro fissato dall’Amministrazione  alle ore 16,30, orario di cui prendiamo atto, ma che non appare compatibile con la mole degli argomenti proposti in attenzione, anche solo informativa! Inoltre è nuovamente doveroso ricordare che le tematiche di informazione devono essere di norma, sia per la 165/2001 che per i contratti, (e come va di moda dire, anche negli altri EPR) esaustive e documentate. Inoltre è stata posta l'informazione al primo punto all'OdG rispetto ad altri temi già concordati.

Si riporta, quindi, a tale proposito, l’articolo 6 del Protocollo delle Relazioni Sindacali  del 2 dicembre 2013, del resto già conforme a note contrattuali nazionali consolidate, in cui si regolamenta che "le delegazioni di contrattazione definiscono il calendario dei lavori e le sue priorità. Di norma, in ogni incontro, sono fissati gli ordini del giorno e le loro priorità per l'incontro successivo, nonché la durata della riunione ...".

Per la scrivente OO.SS quindi  tale modalità di convocazione non appare conforme a tali indirizzi. Non appare nemmeno ragionevole per quelle finalità di attenzione che le singole tematiche richiedono, anche se solo finalizzate ad informazione ed acquisizione di parere e non già di contrattazione. L'Odg va  quindi, a nostro avviso rielaborato, e occorrerà fissare un orario di durata congruo  della riunione di lunedì  12, compatibile con le varie delegazioni. Per quanto ci riguarda considerate le residenze familiari della nostra delegazione pensiamo che le 18,30 sia un termine adeguato. Ci permettiamo di osservare che se vi era l'esigenza urgente di un così ampio ventaglio di argomenti e per voi un  vincolo di orario così avanzato nel pomeriggio, forse sarebbe stato forse più congruo predisporre sin da subito un secondo appuntamento non distante dal 12 stesso.

Approfittiamo per segnalare una limitata richiesta di integrazione dell’O.d.G, in relazione alla recente circolare sui turni. Rifacendoci alle circolari F.P. sul linguaggio da utilizzare nelle comunicazioni, ci è stato fatto notare che ci sono dei punti poco comprensibili.

Con i migliori saluti

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