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ENEA: la FLC CGIL risponde alle polemiche sulla mancata firma dell'accordo del 5 aprile

Polemiche e merito.

18/04/2012
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La mancata firma della FLC CGIL all'accordo del 5 aprile, quello che chiude la complessa questione delle tabelle d'equiparazione dell'Enea con il contratto della ricerca, è fatta oggetto di un attacco ingiustificato da parte di una delle organizzazioni sindacali firmatarie. La risposta, dovuta, è l'occasione per far il punto sui motivi che hanno portato la FLC CGIL alla mancata firma: nulli i vantaggi di un accordo proposto dall'Enea che modifica il verbale d'intesa siglato il 18 luglio 2011 ma che in compenso lascia mani libere al Commissario per costituire una struttura organizzativa ingente di oltre 340 posizioni su 2600 addetti, ingiustificata per un ente di ricerca, che non risponde a nessuna logica organizzativa, ne era prevista nel decreto di riordino dell'Ente. Mentre il governo continua con i tagli al fondo di finanziamento ordinario.

Il vero problema è ormai l'inaccettabile commissariamento che si protrae da circa tre anni, che non è più in grado di garantire lo sviluppo dell'Enea e che va assolutamente superato. La FLC CGIL chiama in causa direttamente il governo, nella persona del Ministro vigilante dello Sviluppo Economico, per chiedere l'immediata nomina dei vertici dell'ente, per attuare il riordino dell'Enea come ente di ricerca pubblico e per dire basta ai continui tagli al bilancio.

Di seguito il  comunicato della FLC CGIL.

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Comunicato sindacale   

Dell’ipocrisia ……, di chi scrive,
ovvero, riflessioni sulle scorribande verbali della UIL RUA

In premessa vogliamo sconsigliare al responsabile ENEA della UIL RUA di fare ricostruzioni fantasiose sulla dialettica interna alla FLC CGIL (sulla quale non è la prima volta che interviene) e suggeriamo una lettura attenta del risultato elettorale delle elezioni per le RSU: scoprirà che anche all’ENEA la FLC CGIL ha vinto. I lavoratori hanno premiato la nostra linea e le nostre idee, certo anche la coerenza tenuta sulle tabelle d’equiparazione. Sono altri quelli che devono fare le analisi del voto, all’Enea come in tutto il comparto.

Ci riferiamo al comunicato della UIL RUA del 10 aprile scorso, rispetto al quale tralasceremo di soffermarci sul reiterato linguaggio bulleggiante adottato, che non ci appartiene, ma su cui vogliamo fare alcune considerazioni.

Certo che se la conversione a U (ovvero sulla via di Damasco) con cui la UIL RUA dell’ENEA è passata dalla contrapposizione frontale all’ipotesi di accordo del 18 dicembre 2010, che a suo dire avrebbe creato “danni strutturali e irreparabili” all’inquadramento del personale (certo un bel colpo ai nuovi dirigenti ENEA già pronti per essere assunti c’è stato), alla sottoscrizione avvenuta ben dopo il 24 giugno, è dovuta alla sola manciata di passaggi di livello, per altro già previsti, dagli artt. 15, 53 e 54, si conferma la pochezza del contributo di questa organizzazione all’applicazione del contratto della ricerca all’ENEA.

E pensare che avevamo immaginato che l’aggiunta di un'altra firma a quell’accordo sarebbe stata utile per portare miglior sorte alle tabelle d’equiparazione e ai lavoratori dell’ENEA. Invece il responsabile della UIL RUA si è dovuto contentare di raccogliere i cocci dei “danni irreparabili e strutturali”, salvo la manciata di cui sopra, assumendo su di se anche il faticoso carico…  Come d’incanto tutte le cose “nefaste” fatte da noi, insieme a Cisl e Anpri,  la fatidica notte del 18 dicembre diventano, dopo la catartica firma della UIL, positive. Miracoli del trasformismo e dell’ipocrisia!

Peccato però, perché poteva star tranquillo che anche senza la sua firma avremmo avuto gli arretrati previsti e le applicazioni degli artt. 15, 53 e 54 (i passaggi successivi, a cui ha preso parte anche la Uil Enea, non hanno aggiunto nessun importo rispetto a quanto già previsto nel testo del 18 dicembre). Avrebbe almeno evitato di fungere da stampella alle “mire espansionistiche” di un amministrazione sull’orlo di una crisi d’identità, chiudendo al ribasso la partita delle tabelle d’equiparazione e consentendo al Commissario di portare a casa un risultato insperato in un momento di grave crisi e di nuovi pesanti tagli: una struttura monstre, e senza legittimità, di oltre 340 responsabili che contraddice qualunque ipotesi seria di rilancio dell’ENEA come Ente di ricerca. 

Ma al nostro, della Ricerca, non gli è mai importato molto se, nei non lontani e bollenti anni 2009 e 2010, invece di proiettarsi sull’unica strada seria per l’ENEA, cioè l’applicazione del contratto degli EPR, non si fosse concentrato nelle ben note e nefaste dinamiche che, oltre ai vantaggi personali immediati anche per lui, hanno sottratto solo nell’ultima delle operazioni ben 3,1 mln di € (di cui 700 mila addirittura “invisibili” dalla documentazione formale) che sarebbero stati disponibili per le tabelle d‘equiparazione, creando tutto il  malcontento che ne è derivato.

Sono insomma quei soldi impiegati malamente nelle dinamiche (o curve bersaglio e altre diavolerie simili), sottratti alle disponibilità contrattuali, che vengono fatti scontare oggi e nei prossimi anni ai lavoratori. Sono state quelle curve che hanno sottratto tre anni a tutti i ricercatori, ma permesso un regalo, con oneri a carico di tutti, di ben quattro anni ai laureati gestionali e a quei diplomati poi finiti “sorprendentemente” al 9.1.  Ma siamo al tempo in cui anche il Commissario si adoperava, ostentando sicurezza persino in incontri formali nei vari centri, per non entrare negli EPR e avrebbe fatto di tutto per evitare questo passaggio all’ENEA, facendo così perdere migliori condizioni e un anno prezioso alle trattative. 

Quindi il giudizio della FLC CGIL non è populistico e impreciso, ma è un giudizio vero, serio e ponderato. Un accordo che chiude la complessa vicenda dell’equiparazione che poteva trovare altro consenso e altro respiro, non doveva essere appunto un accordicchio!

Ecco i fatti, sui quali torneremo anche più avanti con maggiore dettaglio:

  • così come si sono trovate le risorse per applicare ai soli CTER di IV livello la procedura per l’attribuzione dell’Indennità di valorizzazione professionale (150 € lordi mensili a qualche fortunato) senza colpo ferire, cioè senza preventivi passaggi al tavolo di trattativa e di richiesta al mitico Carabotta, si potevano e dovevano trovare le risorse per ulteriori applicazioni a vantaggio dei ricercatori e tecnologi, quali l’anticipo di fascia stipendiali o l’incremento dei posti per l’art. 15. Parliamo per le fasce del 10% annuo del totale dei ricercatori, nel 2009 e 2010 con importi immediati e nel 2011 e 2012 con accantonamento fino allo sblocco. Questi sì che sono danni strutturali e non funziona la burla del mancato accantonamento preventivo non fatto in passato per giustificare il diniego, l’art. 16 del CCNL 2006-2009 parla chiaro, gli anticipi di fascia vanno fatti! 
  • I 316.000 € a carico delle risorse accessorie per l’indennità di responsabilità a partire dal 2012, potevano essere rinviati ad altra data, per consentire intanto operazioni a trascinamento per i primi tre livelli a partire dal 31/12/2010.
  • La data del 31/12/2010 era stata appositamente prevista anche nell’accordo di luglio (firmato pure dalla UIL) come garanzia per i lavoratori, appunto per consentire “ultime” operazioni prima di entrare nel blocco della contrattazione voluto da Tremonti per gli anni 2011-2014, una volta verificato fino in fondo lo stato dei conti. Questa opportunità non è stata colta nell’accordicchio, ma si è voluto a tutti costi accelerare la chiusura della trattativa, per un accordo che non era ancora maturo e che ha altre finalità. Certo non quello di favorire i lavoratori o affrontare le problematiche ancora aperte.
  • Gli artt. 15, 53 e 54 erano già stati fissati dall’accordo di luglio, quindi nessuna novità, se non l’ennesimo rinvio della trattativa per l’applicazione.
  • E poi, perché accettare decurtazioni o cambi di destinazione delle cifre già fissate nell’accordo di luglio, come i residui spendibili una tantum che passano così dai 7,71 mln di € ai 5,68 mln di € dell’accordicchio e di cui solo 3,01 spendibili, senza alcuna seria contropartita? O la diversa destinazione data all’indennità di sede disagiata, eliminata senza la contropartita della sua trasposizione nell’indennità di ente o in quella degli oneri specifici, come previsto dall’accordo del 18/7/2011?
  • Per quale ragione le OO.SS. dovrebbero essere “responsabili” nel condividere il lavoro di revisione delle risorse fatto dall’amministrazione, a fronte di errori commessi dalla delegazione trattante che aveva a luglio 2011 fissato altre cifre? Senza alcuna sostanziale contropartita, ma con in più la struttura monstre?

Qual è dunque il senso dell’accordicchio?

Purtroppo dietro le questioni tecniche si nascondono questioni eminentemente politiche, come la vicenda del governo dei tecnici guidato da Monti sta dimostrando, ed è quello che sta accadendo all’ENEA. Il confronto sindacale di merito sulle questioni contrattuali ha lasciato il posto ad altre valutazioni di natura più “politica”, come gli assetti futuri dell’ENEA e il destino del Commissario, in questa fase di transizione per il governo e per l’Ente. E’ qui il punto: non è stato il merito a determinare l’andamento della trattativa, bensì il destino del Commissario. Per questo  si mette a repentaglio il futuro dell’Ente e dei suoi dipendenti. Altro che rilancio della ricerca pubblica!!!

Questa è la differenza che fa dell’assenza degli elementi “tecnici” di merito vantaggiosi per tutti i lavoratori, il nostro rifiuto a firmare qualcosa che era stato predisposto e blindato già la mattina su input del Commissario.
Forse è vera una cosa, non si tratta di un accordicchio, bensì di un accordaccio.

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