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Stracciata la democrazia all’Enea, l’accordo integrativo lo fanno col 25% di rappresentatività!

L’Ente è in crisi, ma il commissario in scadenza straccia accordi e regole. Si costituisce un tavolo separato, indignato, ma col 75%

24/09/2012
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La riunione di giovedì 20 settembre, convocata per la sottoscrizione del CCI ENEA sul fondo delle risorse per lo sviluppo professionale e la produttività per l’anno 2011 e per il trattamento accessorio 2012 già sottoscritto in data 17/9/2011 da altre due OO.SS., si è conclusa con la mancata sottoscrizione dell’accordo da parte di FLC CGIL, FIR Cisl e USB presenti al tavolo.

Le ragioni di tale scelta per la FLC CGIL sono state rappresentate formalmente all’ente con una specifica dichiarazione a verbale consegnata e sono coerenti con la scelta di chiedere la convocazione a tavolo separato, dalle OO.SS. firmatarie dell’ipotesi di accordo dell’11 luglio scorso, che ha portato alla convocazione. Vi è prima di tutto la dichiarazione da parte della delegazione dell’ente di non modificabilità del testo dell’accordo proposto, pur in presenza di un tavolo largamente maggioritario sotto il profilo della rappresentatività. Ma poi la singolarità delle procedure adottate dall’ENEA nel corso di tutta la trattativa, che ha reso di fatto impossibile un confronto di merito sulle osservazioni del MEF e del Dip. della Funzione Pubbliche pervenute a giugno scorso, peraltro contraddittorie con precedenti autorizzazioni, con la pretestuosa ragione dell’emergenza complessiva e della necessità di “fare presto”, che ha finito per strangolare qualunque discussione e qualsiasi iniziativa che non fosse quella di accettare obtorto collo quanto proposto. Fino a rinunciare anche alla propria autonomia, peggiorare gli accordi regolarmente sottoscritti in precedenza e accettare un terreno molto rischioso come quello di cercare un accordo senza alcun riscontro sul terreno della rappresentatività.

Per questo siamo arrivati, caso forse unico nel panorama degli enti pubblici di ricerca, ad un accordo che chiude malamente la questione delle Tabelle d’Equiparazione, con una rappresentatività che è andata via via scemando e si è ridotta a sole due OO.SS. che insieme misurano poco più del 25%, molto meno cioè di quanto misuravano le tre che firmarono le tabelle d’equiparazione a giugno 2011, ma anche di quella raggiunta dalle OO.SS. presenti al tavolo ieri.

Per non parlare infine delle storture contrattuali che sono state introdotte con questo accordo: avanzamenti di carriera solo giuridici, indennità fisse e ricorrenti che in tutti gli enti sono erogate indistintamente e che diventano invece a valutazione e differenziate all’ENEA, come la IOS dei ricercatori e tecnologi; la diminuzione progressiva delle risorse del salario accessorio destinate dagli accordi di luglio 2011 a tutto il personale, come ad esempio  l’indennità per sedi disagiate, o l’indennità di ente mensile e ancora la IOS; la struttura sovrabbondante per effetto della inusuale applicazione che si fa all’ENEA dell’art. 22 del DPR 171/91; la modifica ingiustificata e illegittima dell’accordo sulle tabelle d’equiparazione del 24 giugno 2011; la scarsa attenzione per individuare strumenti contrattuali atti a valorizzare tutte le professionalità e le carriere, mentre come al solito si individuano soluzioni che interessano solo alcuni gruppi.

Su tutto questo la FLC CGIL si riserva di verificare tutte le vie per tutelare i propri interessi come organizzazione sindacale e dei lavoratori rappresentati.

La trattativa è stata inoltre incorniciata dalla presenza del Commissario che, alla precisa richiesta di parte sindacale di modificare i contenuti dell’accordo per dare senso all’incontro, ha opposto il proprio rifiuto, con l’invito a “voltare pagina”, ma solo a partire da ieri, per ricreare le condizioni per un clima fattivo di collaborazione, ribadendo una solo generica disponibilità nei confronti di tutte le OO.SS..

Ovvio le nostre considerazioni su questo invito inutile e contraddittorio, da parte di chi certo non ha operato perché questo clima potesse realizzarsi, ma ha solo cercato di spaccare deliberatamente il fronte sindacale e dei lavoratori al fine di perseguire il proprio interesse immediato a costo della democrazia e della rappresentatività.

La frattura che si è di fatto perseguita è tanto più grave in quanto avviene in un momento di massima delicatezza per le sorti dell’Ente, alla soglia di imminenti decisioni che dovranno maturare in materia di riordino. Lo stesso Commissario ha evidenziato scenari di interventi sull’ente che ne prefigurano un possibile ridimensionamento, con nuovi ulteriori tagli in chiave di revisione della spesa. Palesando anche un nuovo posizionamento, evidentemente rispetto al dibattito che sul futuro dell’ente si è avviato, da parte dello stesso Commissario rispetto alla vocazione dell’Ente, che sembra contraddire anche la precedente posizione assunta sulle finalità di ricerca a seguito dell’esito referendario dello scorso anno. Non si capisce infatti il senso di riproporre polemiche ormai datate fra la ricerca di base e quella cosiddetta strumentale, come ha fatto il Commissario, se non per giustificare le pressioni ministeriali che ipotizzano un ente piegato alle proprie scelte, senza autonomia e senza più alcun ruolo strategico.

A nostro parere la spending review deve stare lontano dalla ricerca pubblica e per l’Enea sarebbe pericoloso invischiarsi in modifiche legislative volte a spacchettare le sue funzioni, in diatribe tra i ministeri interessati e interminabili passaggi parlamentari, che esclude a priori una discussione e un confronto trasparente con la comunità scientifica. E' necessario invece trovare soluzioni rapide in grado di insediare un nuovo gruppo dirigente a cui affidare l'attuazione delle disposizioni della L 99/2009, anche compiti di razionalizzazioni, che certo non possono essere affidati a società bostoniane o a banchieri esterni al settore come sta accadendo in questa fase. Alla ricerca italiana serve una cabina di regia complessiva, che sappia raccordare le risorse esistenti, in rapporto con le Università e le regioni, che non può prescindere dai grandi filoni strategici europei di ricerca. E all'ENEA occorre una governance all'altezza di un vero ente di ricerca, una riqualificazione delle capacità sperimentali dei centri di ricerca, nuovi metodi di gestione e di selezione delle competenze. La situazione resta critica e conferma l’esigenza di continuare, anche con le difficoltà presenti, le iniziative e le mobilitazioni per rivendicare l'attuazione dei decreti attuativi e il completamento del processo di riordino.

Si sottolinea che dal tavolo è emersa la richiesta di un incontro a breve sulle assunzioni e la loro tempistica, previste dal DPCM autorizzativo sul turn over 2009 e 2010. Su questo tema si è sottolineata l’esigenza di recuperare le professionalità interne che non erano state considerate nell’ambito dei concorsi del 2010 e che non sono ricomprese nelle graduatorie dei concorsi, problema che a suo tempo era stato assunto esplicitamente anche dal Commissario.

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