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ENEA: 13 giugno, manifestazione presso il Parlamento contro il commissariamento e per uscire dalla crisi dell'ente

La mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori ENEA non si ferma. Appuntamento in Piazza Montecitorio alle ore 9.30.

09/06/2012
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Nell'ambito delle iniziative di mobilitazione in atto negli Enti Pubblici di Ricerca per denunciare lo stato di crisi in cui versano, fra cui importante quella unitaria del prossimo 14 giugno al MEF, anche le lavoratrici e i lavoratori dell'ENEA sono in mobilitazione per denunciare la grave situazione dell'Ente, per sollecitare provvedimenti rapidi e di qualità, per ricordare al governo che oltre alle banche c'è anche la ricerca pubblica, per chiedere di fare dell'ENEA un vero ente di ricerca e di uscire dal commissariamento che si protrae ormai da 3 anni ed è diventato un ostacolo per il suo rilancio.
In questo caso l'iniziativa, che pure si muove nell'ambito delle ragioni delle mobilitazioni in atto per il rilancio della ricerca pubblica nel nostro Paese, è promossa dalla FLC CGIL a cui hanno aderito le RSU dell'ENEA e altre organizzazioni sindacali. Queste in dettaglio le ragioni della protesta.

Dopo il successo del presidio dei lavoratori dell'ENEA al Ministero dello Sviluppo economico per uscire da un clima di rassegnato declino, parte una nuova iniziativa per sollecitare soluzioni che siano tempestive, ma anche di qualità. Si tratta di chiedere quel decreto interministeriale di riordino previsto ormai da anni. La stessa Corte dei Conti ha inviato a marzo un rapporto alle Camere in cui si rileva la grave responsabilità dei decisori nel non dar seguito sollecitamente a quanto previsto.

Si tratta di chiedere che l'ENEA sia messo in condizioni di recuperare un ruolo autorevole nell'ambito degli enti pubblici di ricerca con la valorizzazione del proprio ruolo tecnico-scientifico. Il Paese, se vuole guardare al futuro, oltre le contingenze di cassa e gli interessi settoriali, deve poter contare, in settori strategici per il proprio sviluppo, su una struttura pubblica che sia scientificamente qualificata ed autonoma. Invece, in questo triennio commissariale abbiamo assistito al progressivo depauperamento di ruolo e di risorse dell'ENEA. Lo scorso anno l'ente ha, infatti, sopportato tagli in percentuali spropositate doppie degli altri EPR e per quest'anno è previsto un ulteriore taglio di 7 milioni. Si va, pertanto, a strangolare la capacità operativa dei numerosi centri di ricerca presenti nel territorio nazionale con gravi ripercussioni occupazionali, specialmente nel mezzogiorno, e su ricambio generazionale ormai indispensabile. Si tratta di una mentalità di ragioneria burocratica che non concepisce che laboratori ed impianti complessi evidenzino standard di spese diverse da quelle degli uffici. La stessa mentalità burocratica che ritroviamo anche nell'estenuante blocco delle assunzioni del 2009 e 2010 (per cui manifesteranno tutti gli enti il 14 giugno prossimo al MEF) a causa della mancata firma da parte del Ministro dell'Economia Monti del Dpcm autorizzativo, che consentirebbe all'ENEA di assumere i vincitori dei concorsi fatti nel 2009. Guarda caso, mentre le autorizzazioni per gli enti di ricerca sono lasciate per ultime, ormai impolverate, le autorizzazioni per ministeriali e Presidenza del Consiglio sono state attivate con solerzia già da oltre un anno.

Per tutto questo si deve superare rapidamente la gestione commissariale. Questa non è stata in grado di assicurare un ruolo di rilievo al secondo ente di ricerca italiano e solo alla fine del terzo mandato si accorge che, con questo trend,  l'ENEA è messo nel 2013 a rischio anche nella funzionalità ordinaria. Finora, infatti, si è accettata supinamente la logica governativa dei tagli lineari, presentati come razionalizzazione delle spese da riversare sui centri, le attività, il personale, arrivando a drenare il 30% dei progetti verso spese di funzionamento, con un Fondo ordinario arrivato ormai al 75% delle spese del personale. Inoltre, la frantumazione delle strutture, la proliferazione degli incarichi (assegnati senza alcuna trasparenza e senza conoscere i criteri valutativi con sono stati adottati), la destrutturazione di molta parte del precariato interno presente nel 2009, costretto negli anni ad abbandonare le attività di ricerca, per il dimezzamento dei rinnovi, e il percorso lavorativo intrapreso, oppure, per fare cassa, sotto inquadrato, come fisici e ingegneri neo assunti, con il profilo di funzionario amministrativo, sono tutti ulteriori motivi che rafforzano la necessità di decisioni coerenti, autorevoli, non rinviabili.

Per questo chiediamo con forza:

  • fine della stagione commissariale e rientro dei tagli sul fondo ordinario;
  • rilancio dell'ente e del suo ruolo centrale per il paese come ente di ricerca sui temi dell'energia ambiente e sviluppo sostenibile;
  • un ente in grado di assumere indirizzi programmatici non più circoscritti al solo Mise;
  • un piano straordinario di assunzioni;
  • lo sblocco immediato del Dpcm sulle assunzioni 2009 e 2010;
  • riconoscimento pieno dei diritti e degli inquadramenti contrattuali per i precari;
  • un nuovo gruppo dirigente in grado di assicurare autorevolezza, indipendenza, autonomia;
  • governance dell'ente: organi, statuto, regolamenti e consiglio scientifico, all'altezza degli altri enti di ricerca;
  • coinvolgimento e rappresentanza elettiva della comunità scientifica interna.

Per tutte queste ragioni saremmo insieme alle lavoratrici e ai lavoratori dell'ENEA in Piazza Montecitorio (davanti al Parlamento) il 13 giugno 2012 dalle ore 9.30.

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