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ENEA: i lavoratori chiedono una svolta. Manifestazione unitaria di protesta e mobilitazione in tutti centri del territorio.

Ultim’ora: il Ministro Romani convoca il Commissario sul tema della situazione commissariale e dei tagli: evidente primo successo delle iniziative di mobilitazione degli ultimi due mesi.

05/05/2011
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Primo importante successo delle mobilitazione: dopo mesi di silenzio sull’ENEA il governo batte un colpo e il Ministro Romani convoca per la prossima settimana il Commissario Lelli per un incontro sul’Ente.

Intanto la FLC CGIL, insieme alle lavoratrici e ai lavoratori dell’Enea, questa mattina sarà sotto al Ministero Sviluppo Economico per un sit-in di protesta. Siamo tutti costretti a manifestare  per rivendicare il rientro da quei tagli draconiani fatti dal governo alle attività e al funzionamento dei centri di ricerca Enea e per chiedere la fine di quella prolungata gestione Commissariale. Fase commissariale che, perdurando da 19 mesi, si è caratterizzata per la propria debolezza che si è scaricata infine sull’ENEA, come dimostrato anche dall’evidente fallimento di chi voleva attivare a breve, per conto terzi  e con gli attuali standard, un piano velleitario, nonché impopolare, di centrali nucleari.  

Chiediamo che l’ENEA sia dotato di autonomi ed appropriati organi di vertice in grado di gestire e condurre al meglio il secondo Ente di ricerca del paese, il più importante nell’ambito della ricerca energetico-ambientale, dotato di 3000 dipendenti specializzati e ricercatori. Ad oggi dobbiamo invece registrare come questo ente sia alla mercé del più totale disinteresse governativo, anche se coerentemente con il più generale disinteresse nei confronti della ricerca pubblica di questo Paese, nonché del proprio futuro energetico

L’Enea può essere di particolare utilità nell’ambito di quel necessario piano energetico nazionale, a patto che sia messo nelle condizioni di ben operare: è urgente uscire dall’attuale fase di commissariamento, nonché di ordinaria amministrazione, che rischia di frantumare le competenze interne, ma anche di rilanciare un piano di investimenti a partire dal recupero dei pesanti tagli operati al Fondo Ordinario, ormai al di sotto delle stesse spese del personale e che costringe l’Enea alla attuale fase emergenziale.

L’ultimo taglio di 30 milioni mette a rischio anche il mantenimento in efficienza delle strutture tecnologiche esistenti nei numerosi Centri Enea che sono distribuiti in tutto il territorio nazionale, ne incrina le possibilità di sviluppo e mette a rischio il futuro dei numerosi lavoratori precari impegnati nelle attività di ricerca, da anni inseriti a pieno regime nelle attività, che costituiscono il futuro dell’Ente.   

La FLC CGIL, di fronte anche alle minacce di nuovi tagli alla ricerca pubblica nell’ambito dei provvedimenti finanziari annunciati dal governo, ha da subito incoraggiato la promozione delle iniziative di mobilitazione che si stanno tenendo, con il coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori, delle organizzazioni sindacali, delle Rsu, per contrastare la grave situazione che va delineandosi, che intacca non solo le attività e la funzionalità dei centri di ricerca, ma pone una ipoteca sullo stesso futuro dell’ENEA.

In questo contesto la FLC CGIL non ha condiviso l’approccio minimalistico con cui i vertici del’Ente hanno affrontato il problema dei tagli subiti. Un approccio supino alle scelte del governo che si è limitato ad “escogitare” la proposizione di un tavolo di confronto ragioneristico, su come dividere il carico dei tagli ai vari Centri. La FLC CGIL si è assunta la responsabilità di rompere quel tavolo inutile, rifiutando di entrare nel circolo dei “responsabili” di supporto alla pura gestione dei tagli considerati ineluttabili, e coerentemente manterrà tale posizione, in assenza di significative e auspicabili novità sul versante dei tagli.

L’assemblea nazionale di tutte le Rsu Enea del 22 marzo, la prima nella storia dell’Ente,  segna una data importante nella vita partecipata dei dipendenti dell’Enea in relazione alle proprie condizioni di lavoro e per il futuro incerto dell’Agenzia. In quell’occasione si è arrivati, dopo una discussione ampia ed articolata, ad una mozione condivisa ed approvata all’unanimità, la quale ha finito per fare da traccia guida a quel percorso che ha portato anche a questa manifestazione. La quale probabilmente non esaurirà le iniziative necessarie per conseguire quella svolta auspicata.

Il perno delle richieste formalizzate dall’assemblea delle Rsu lega la richiesta del rientro dei tagli con il superamento della gestione commissariale, dentro un rinnovato ruolo di missione, che grazie anche alla tradizione di interdisciplinarità, deve essere recuperata nella ricerca sia tecnologica che strategica nei diversi campi energetico-ambientali in cui le attività Enea appaiono consolidate e da incrementare.

Per tutti questi motivi oggi 5 maggio 2011 saremo numerosi sotto il Ministero dello Sviluppo Economico, in via Molise 2.

Intanto nella giornata di ieri si è tenuta la mobilitazione unitaria del Centro di ricerca Enea della Trisaia, in Basilicata: pieno successo e riuscita della manifestazione unitaria regionale e che ha visto il coinvolgimento degli enti locali, contro quel destino di ridimensionamento che si intende proporre, ancor più grave in territori dove scarseggiano gli insediamenti produttivi.

Inoltre la FLC CGIL ritiene non più dilazionabile l’apertura di un tavolo di confronto sul tema della precarietà in ENEA, per dare risposte concrete al futuro dei numerosi lavoratori precari, nonché la chiusura immediata della complessa vicenda contrattuale dell’ENEA, per la quale si chiede maggiore determinazione da parte dei vertici dell’Enea nel difendere quanto sottoscritto in data 18 dicembre 2010. Il pieno inserimento dei lavoratori ENEA nel contratto di comparto della Ricerca rappresenta, sotto il profilo contrattuale, uno dei punti di svolta per fare uscire l’ente dall’isolamento e dalla crisi in cui versa e ciò è vero anche alla luce dei limiti con cui si è raggiunto l’intesa sull’ipotesi di accordo, in fase di certificazione presso gli organi di controllo.

Anche per queste ragioni la CGIL chiama tutte le lavoratrici e i lavoratori dell’ENEA allo sciopero generale del 6 maggio!

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